domenica 21 gennaio 2018

Recensione: Un imprevisto chiamato amore - Anna Premoli


Titolo: Un imprevisto chiamato amore
Autrice: Anna Premoli
Data uscita: 27 Aprile 2017
Casa editrice: Newton Compton
Genere: Contemporary romance

Numero 1 in classifica in Italia
Il nuovo emozionante bestseller dall’autrice di Ti prego lasciati odiare

Jordan ha collezionato una serie di esperienze disastrose con gli uomini. Consapevole di avere una sola caratteristica positiva dalla sua parte, ovvero una bellezza appariscente e indiscutibile, è arrivata a New York intenzionata a darsi da fare per realizzare il suo geniale piano. Il primo vero progetto della sua vita, finora disorganizzata: sposare un medico di successo. Jordan ha studiato la questione in tutte le sue possibili sfaccettature e, preoccupata per le spese da sostenere per la madre malata, si è convinta di poter essere la perfetta terza moglie di un primario benestante piuttosto avanti con gli anni. Ma nel suo piano perfetto non era previsto di svenire, il primo giorno di lavoro nella caffetteria di fronte all’ospedale, ai piedi del dottor Rory Pittman. Ancora specializzando, per niente ricco, molto esigente e tutt’altro che adatto per raggiungere il suo obiettivo...

Anna Premoli è stata per me un meraviglioso regalo degli audiolibri: mi sono imbattuta casualmente in L'Amore non è mai una cosa semplice, e ne sono rimasta conquistata, da lì in poi è stato tutto un susseguirsi di letture ed ascolti sempre molto piacevoli.

Jordan e Rory sono fantastici insieme, un mix esplosivo, entrambi bellissimi, ma con una percezione diametralmente opposta della loro avvenenza: per lei è l'unica carta a sua disposizione per ottenere quello che le serve dalla vita, per lui, invece, è quasi un impaccio.
Sullo sfondo di questa storia, quella gran macchina da guerra che è l'assistenza sanitaria americana: i programmi assistenziali pubblici sono due, Medicare è il programma nazionale di assistenza alle persone con più di sessantacinque anni indipendentemente dal loro reddito, Medicaid, invece, è il programma gestito dai singoli stati rivolto ad alcune fasce di popolazione a basso reddito (famiglie con bambini, donne in stato interessante, anziani e disabili). All'atto pratico, tutta la fascia di mezzo, i cosiddetti giovani che non rientrano in nessuna categoria "disagiata" restano fuori dalla pittura pubblica e sono obbligati teoricamente a provvedere tramite un'assicurazione privata, ma la realtà dei fatti è che non sono abbastanza poveri per usufruire di Medicaid, ma nemmeno abbastanza ricchi per potersi permettere una copertura primata, ed è qui che incontriamo Jordan.

Jordan, è disillusa dalla vita, deve occuparsi di curare sua madre, e proprio non tiene in considerazione di poter avere bisogno dell'assicurazione per lei, ma un bel giorno si sente male ed incontra Rory, medico nell'ospedale dove lei lavora.

Da qui, assistiamo ad una sorta di risveglio da parte di entrambi, di riscoperta e per una dei due di scoperta dei sentimenti e dei valori della vita.

Mi è piaciuto, anche se non è riuscito a scalfire il primo posto nella mia personale classifica Premoli, ma lo consiglio caldamente, anche per approfondire un po' questo aspetto sociale all'interno del libro, ma anche perché per una volta non mi pare che ci troviamo di fronte alla classica donzella in cerca di aiuto, anzi, abbiamo davanti una ragazza che di aiuto non ne vuole affatto!
Inoltre, ci sono alcune sfaccettature del personaggio di Jordan che ho apprezzato veramente tanto, legati alla sicurezza di se e della percezione degli altri di noi, ma non voglio dilungarmi troppo, per non rovinarvi il piacere della lettura.

P.s. durante tutto il libro ci sono moltissime citazioni di Colazione da Tiffany, film cult per la nostra amica Jordan. fantastiche!... mi è venuta voglia di leggere il libro!!!

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